Prestiti per disoccupati

Con la lunga crisi economica e occupazionale che si è abbattuta anche sul mercato italiano, sempre più persone si sono trovate nella difficile situazione di aver bisogno di denaro, pur senza poter disporre di una busta paga o di un’altra fonte di reddito utile per “accompagnare” positivamente la propria richiesta.

Ne è conseguito un vero e proprio boom di richieste di prestiti per chi non ha lavoro, e in particolar modo di prestiti a fondo perduto per disoccupati. Ma cosa sono? Quali caratteristiche hanno? Ci sono alternative?

Cerchiamo di saperne un po’ di più, condividendo con voi alcune riflessioni.

Prestiti per disoccupati, come averne uno?

Come probabilmente sapete già, ottenere un prestito per disoccupati non è sempre facile. D’altronde, la banca guarderà non favorevolmente l’assenza di uno stipendio: un elemento che potrebbe rendere molto più arduo l’ottenimento di un finanziamento personale.

Ad ogni modo, niente è perduto. Se non avete una busta paga potete comunque ottenere un prestito personale dimostrando all’istituto erogante che disponete di entrate alternative, come ad esempio quelle derivanti da affitto di immobili o rendite finanziarie.  In aggiunta o sostituzione, potete proporre una garanzia di natura personale (come la presenza di un fideiussore che possa garantire il regolare adempimento del debito) o di natura reale (come l’ipoteca su una casa).

In caso di difficoltà consolidata a disporre di un finanziamento mediante il canale bancario, non dimenticate inoltre la continua crescita delle piattaforme di social lending: si tratta di siti internet specializzati nel mettere in contatto le persone che hanno bisogno di una somma di denaro, con quelle desiderose di prestare un po’ del proprio capitale. Smartika e Prestiamoci sono i due leader sul mercato italiano, ma tanti nuovi operatori si stanno affacciando a questo settore.

Prestiti a fondo perduto per disoccupati, cosa sono?

In alternativa ai tradizionali prestiti per disoccupati, negli anni si sono diffusi in modo crescente anche i prestiti a fondo perduto per disoccupati. Ma cosa sono?

Sebbene sia difficile sintetizzare tutte le diverse forme tecniche all’interno delle quali poter ricondurre i prestiti a fondo perduto per disoccupati, possiamo certamente riassumere affermando che si tratta di linee di credito senza obbligo di restituzione, che vengono concesse da enti pubblici e privati con lo scopo di supportare l’avvio di nuove attività di impiego per chi non ha un lavoro, come ad esempio lo start up di una nuova iniziativa di lavoro autonomo.

Si tratta evidentemente di prestiti particolarmente favorevoli: il fatto che non prevedano delle forme di restituzione, li equipara a vere e proprie iniezioni di liquidità “gratuite”, che il disoccupato potrà utilizzare per poter avviare il proprio nuovo progetto professionale. Generalmente, anche per questo motivo i prestiti a fondo perduto non coprono il 100% di tutte le spese che il beneficiario ha in mente (o ha la necessità) di realizzare, ma sono comunque in grado di supportare in misura notevole il proprio sforzo finanziario.

Per saperne di più, vi consigliamo di tenere sotto controllo i siti internet delle principali istituzioni eroganti (dalle Camere di Commercio alle associazioni di categoria, da Invitalia alle più note banche).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *