Prestito infruttifero

Un prestito infruttifero è una forma di finanziamento che viene erogato tra privati, parenti e quindi familiari, fratelli, soci di una Srl o da genitori a figli e che non comporta l’introduzione di rate, quindi la somma prestata viene restituita senza maggiorazioni. Un prestito infruttifero viene realizzato fra soggetti privati quindi non sono previsti nemmeno costi di apertura del finanziamento e non viene solitamente indicato un tempo per la restituzione. Per poter però procedere correttamente con un prestito di questo tipo è essenziale conoscere la normativa vigente per non incorrere in problemi. Questo perché si rischia di evadere la legge in materia di riciclaggio di denaro, oppure quella che regolamenta gli interessi e che riguarda pratiche scorrette di strozzinaggio. Bisogna quindi fare particolare attenzione dal momento che tutte le operazioni che avvengono sui conti correnti sono tracciate e possono essere sottoposte a verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate, soprattutto in caso di movimenti ingenti e al di sopra delle possibilità individuali.

Prestito tra Privati / Infruttifero

La prima cosa da considerare per quanto riguarda un prestito fra privati è che si deve trattare di una erogazione che sia esclusivamente occasionale e che non venga svolta nei confronto del pubblico con modalità continuative o con carattere di abitudine. Il secondo aspetto importante è che un prestito di tale tipo dovrebbe essere sempre messo in forma scritta per certificare l’avvenuto passaggio di denaro. Questa procedura consente per esempio all’Agenzia delle Entrate di poter verificare, con i documenti prodotti, che la somma di denaro ricevuta sul conto corrente non derivi da reddito non dichiarato, ma sia effettivamente un prestito ottenuto. Il documento tutela anche chi ha elargito il prestito, dal momento che in questo modo sono certificate le modalità di restituzione della somma di denaro prestata. Inoltre vengono indicate anche le condizioni nel caso in cui chi deve restituire la somma di denaro non ottemperi alle richieste.

Caratteristiche di un prestito Infruttifero

Un finanziamento tra privati può essere realizzato tramite un regolare contratto di prestito oppure redigendo una scrittura privata. Il documento deve contenere necessariamente gli estremi dei soggetti contraenti, quindi devono essere indicati i nomi, la data di nascita e il codice fiscale, oltre alle modalità e le eventuali scadenze che devono essere rispettate per la restituzione. Molto importante è indicare la causale del prestito per certificare il passaggio in caso di verifiche da parte degli enti preposti a tale compito. Possono essere indicate anche le eventuali penali che verranno applicate in caso di non restituzione della somma prestata. Procedendo con un prestito infruttifero non devono essere indicati gli interessi che altrimenti andrebbero inseriti. Il documento deve essere assolutamente firmato da tutti i soggetti coinvolti sia su ogni pagina sia in calce. È necessario che il documento abbia impressa la data certa, quindi ci si potrebbe recare in posta per far apporre un timbro su ogni pagina del contratto.

Avvertimenti fiscali / Tasse per il Finanziamento infruttifero

Un prestito fra privati può avere degli impatti fiscali che devono essere presi in considerazione, questo per evitare problemi successivamente. Un prestito infruttifero non necessita di accorgimenti per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi. Questo però non è vero se si eroga un prestito al quale vengono applicati degli interessi, infatti in questa situazione il guadagno derivato dalla quota degli interessi deve necessariamente essere dichiarata come forma di reddito. Il problema opposto lo ha chi il prestito lo riceve, dal momento che gli interessi che vengono applicati al prestito non possono in alcun modo essere detratti dagli interessi passivi dell’Irpef, infatti questo è possibile solamente in caso di finanziamento da parte di una banca o di un istituto finanziario. Nella sottoscrizione di un prestito con regolare contratto devono essere considerate anche delle spese accessorie in caso venga registrato il documento. Deve infatti essere pagata un’imposta di bollo pari a 16 euro per ogni 4 facciate del documento, oltre ad una tassa del 3% sul totale dell’importo che è stato erogato. In caso di prestito con interessi questa tassa deve essere calcolata sulla somma maggiorata dagli interessi. Il pagamento deve essere effettuato entro 20 giorni dalla data di stipulazione del contratto. In caso vengano inserite delle garanzie devono essere pagate 2 ulteriori tasse. La prima è l’imposta di registro ed è pari allo 0,50% sull’importo dell’ipoteca oppure sulla fidejussione. La seconda è l’imposta ipotecaria ed è pari al 2% sul valore totale dell’ipoteca. La registrazione del documento è prevista solamente in caso di scrittura privata oppure in caso di redazione di un vero e proprio contratto. In caso di contratto redatto “per corrispondenza”, non è assolutamente necessaria la registrazione, infatti in questo caso si tratta di un atto che viene preparato in una forma epistolare e che deve essere spedito direttamente ad un contraente. Chi riceve il contratto deve ricopiarlo in modo integrale, lo deve firmare e lo deve rispedire al mittente. In questo caso la tassa per la registrazione dovrebbe essere versata solamente in caso venga depositato il contratto in una cancelleria giudiziaria per delle attività amministrative, oppure presso gli uffici della pubblica amministrazione. Invece non deve essere pagata la tassa qualora il contratto debba essere depositato per un obbligo imposto dalle amministrazioni, oppure che risulti obbligatorio per legge o per qualche particolare regolamento. Per il versamento di somme superiori alla cifra di 1000 euro si deve necessariamente operare tramite bonifico oppure con un assegno per poter rispettare le nome in materia di antiriciclaggio. In caso contrario si potrebbe incorrere in una sanzione amministrativa che avrebbe un importo variabile fra l’1 e il 40% dell’importo che è stato versato. In caso di bonifico è assolutamente necessario indicare la causa corretta del versamento, indicando esplicitamente se si tratta di un prestito fruttifero o infruttifero.

Accorgimenti per prestiti fra privati / Infruttiferi

Molto importante per non incorrere in problemi con il fisco è sicuramente conservare tutta la documentazione che attesti i vari passaggi che sono stati effettuati per arrivare al prestito. In questo modo, in caso di accertamento fiscale, si potrebbe provare l’operazione effettuata e non si incorrerebbe in un’accusa di prestito con finalità di strozzinaggio. Per rispettare la legge antiriciclaggio è molto importante anche valutare attentamente le rate del rimborso, soprattutto in caso si superi la soglia dei 1000 euro. Infatti si deve rispettare la norma che prevede che per cifre maggiori i versamenti possano essere fatti esclusivamente con bonifico oppure con assegno, in modo che le operazioni possano essere controllate e che si possa verificare che non si effettuino azioni di riciclaggio di denaro.

Distinzione fra donazione e prestito

Il versamento di una somma di denaro può avvenire anche con due modalità differenti che ai fini fiscali sono differenziate. Infatti è possibile effettuare una donazione, per la quale quindi non sono previsti rimborsi, oppure un vero e proprio prestito sia fruttifero sia infruttifero. Nei due casi i documenti per poter procedere sono differenti. In caso si tratti di donazione però la cifra deve necessariamente essere di bassa entità se si prepara una scrittura privata, in caso di cifre più elevate sarebbe opportuno produrre la documentazione di fronte a un notaio con un atto pubblico. Questo solamente a scopi civili in caso si arrivi ad una contestazione. Il documento in questo caso non ha fini fiscali. In caso invece di prestito e quindi di restituzione della somma versata si deve procedere con un atto differente.

Conclusioni

In caso si voglia effettuare un prestito ad un privato che sia un parente, un amico oppure altri soggetti terzi è necessario considerare gli aspetti principali per poter procedere correttamente, rispettare le leggi e i regolamenti ed essere tutelati anche in caso di insolvenza. La scelta dovrebbe sicuramente ricadere su un prestito infruttifero, in modo da evitare di dover dichiarare un reddito aggiuntivo all’Agenzia delle Entrate. Il contratto dovrebbe essere redatto nella forma per corrispondenza in modo che si possano evitare le spese di registrazione. Ci si deve ricordare di far apporre la data certa presso un ufficio postale, in modo che sia temporalmente stabilito il contratto. Il trasferimento del denaro deve necessariamente essere effettuato mediante un bonifico in modo che possa essere indicata correttamente la causale. In questo modo in caso di verifica è sicuramente possibile valutare subito la finalità del versamento, senza la necessità di ulteriori accertamenti.

Andiamo ad approfondire la funzione dei prestiti personali, finaalizzati e non.

Prestito

Un prestito è rappresentato dalla cessione di una determinata somma di denaro, sulla quale però vige il vincolo della restituzione con un valore pari a quello iniziale o nella maggior parte dei casi maggiore. Nel secondo caso infatti vengono sommati alla somma da restituire anche gli interessi che vengono maturati nella durata del prestito. Quindi un prestito è una forma di finanziamento che una banca, un istituto di credito oppure anche un cittadino eroga ad un altro soggetto economico. Sostanzialmente un prestito è caratterizzato da alcuni elementi precisi: il capitale finanziato, il tasso annuo nominale di interesse (TAN), il tasso annuo effettivo globale (TAEG), la durata del finanziamento, le rate. Il TAN rappresenta il tasso di interessi puro che viene utilizzato per valutare il rendimento di un finanziamento, ma non rappresenta il tasso di interesse effettivo che viene applicato, dal momento che tale valore varia in base alla capitalizzazione periodica. Il TAEG è composto dal TAN, dalle spese di emissione della pratica di finanziamento. Quindi rappresenta il costo reale dell’operazione che è stata effettuata.

Prestiti finalizzati e non finalizzati

I prestiti possono avere anche altra natura ed essere considerati finalizzati oppure non finalizzati. Esiste una distinzione netta fra le due tipologie di finanziamento e si basa sulle modalità con le quali il denaro viene erogato. Questo ovviamente porta anche ad un differente modo con il quale la somma può essere restituita. In caso venga erogato un prestito finalizzato, chi riceve la somma di denaro è obbligato ad acquistare un determinato bene di consumo e deve assolutamente indicare quale sia la finalità del prestito comunicandola anche a chi fornisce il finanziamento. In caso invece di prestito non finalizzato, chi riceve la somma di denaro può utilizzare l’intera quota senza alcun vincolo, potendo in questo modo agire con maggiore libertà e potendo agire più semplicemente. Un prestito finalizzato è più semplice da ottenere dal momento che solitamente viene erogato dal punto vendita presso il quale il bene viene acquistato. Il venditore in questo caso dispone di convenzioni particolari con banche ed istituti di credito che gli consentono si vendere il bene ratealmente. I prestiti non finalizzati invece possono essere richiesti esclusivamente presso banche e istituti di credito.